12 luglio 2010
Bankitalia frena sull'applicazione di Basilea 3
Basilea 3, con le nuove regole sui requisiti patrimoniali delle banche, è necessaria, ma dovrà essere applicata gradualmente, in modo da non frenare la ripresa. È il messaggio che arriva dalla Banca d'Italia e che interpreta i timori espressi dal mondo imprenditoriale, preoccupato di un nuovo credit crunch. A parlare di «gradualità» è stato Stefano Mieli, direttore centrale dell'Area Vigilanza bancaria e Finanziaria di Palazzo Koch, ipotizzando un periodo di transizione nell'applicazione delle regole di Basilea 3. «Sono principi che servono, perchè bisogna evitare che gli intermediari finanziari si assumano rischi troppo elevati e non coperti da risorse patrimoniali», ha detto Mieli. Ma ha anche aggiunto che ci sono alcuni aspetti del nuovo pacchetto di regole che «dovranno essere affinati alla luce delle analisi di impatto». Per questo, ha aggiunto, «stiamo lavorando ai tavoli internazionali per ottenerne la revisione». Bankitalia, quindi, si rende conto del rischio che principi restrittivi potrebbero mettere i bastoni tra le ruole alla ripresa. Un allarme rilanciato anche dal presidente della Piccola Industria di Confindustria, Vincenzo Boccia: «Se si sbagliano i tempi e si anticipano troppo si potrebbero creare problemi all'economia reale, che invece in questo momento non dovrebbe subire effetti restrittivi». Occasione per il confronto è stata la 42ª Giornata del credito, organizzata dall'Associazione nazionale per i problemi del credito ieri a Roma, presso la sede dell'Abi. «In una fase recessiva come quella attuale – ha continuato Boccia – si rischia un potenziale credit crunch che rallenterebbe le possibilità delle aziende di cogliere la ripresa». Piuttosto che stringere i cordoni servirebbe invece un diverso rapporto con le banche, «affinché la parte qualitativa della valutazione delle aziende sia sempre meno marginale rispetto a quella quantitativa». Secondo Boccia, la parte «qualitativa» del credito è la visione che determina il futuro delle imprese: «È su questo aspetto – ha aggiunto Boccia – che la banca deve orientare la sua valutazione». Le preoccupazioni di Confindustria, più volte rimarcate anche dalla presidente Emma Marcegaglia, che ha chiesto al Governo un intervento forte su Basilea 3, sono condivise anche dalle altre organizzazioni imprenditoriali, dagli artigiani ai commercianti, agli agricoltori. Per il presidente di Confartigianato, Giorgio Guerrini, «in un momento economico così difficile l'ulteriore aumento di garanzie e rigidità non credo sia la ricetta giusta per agganciare la ripresa. L'Italia deve chiedere gradualità». E di «saggia gradualità» ha parlato al convegno anche il presidente del Cnel, Antonio Marzano. È in crisi anche l'agricoltura, ha detto il presidente di Confagricoltura, Federico Vecchioni, e le difficoltà di finanziamento sono aumentate. «Bisognerebbe trovare nuovi strumenti di liquidità. Ci sono tutte le condizioni per far diventare l'agricoltura più competitiva, ma ci vuole un pò di coraggio da parte del sistema bancario». Un ruolo importante, è stato sottolineato durante la Giornata del credito, può essere svolto dai consorzi fidi: secondo Mieli, hanno fornito alle banche informazioni aggiuntive sulle imprese, svolgendo un ruolo di grande efficacia, attenuando il credit crunch. Con la crisi, ha aggiunto Guerrini, le iscrizioni ai consorzi fidi sono aumentate del 20%. «Sono stati un paracadute straordinario, anche sul fronte dell'occupazione, insieme agli altri corpi intermedi, come le associazioni e la bilateralità». di Nicoletta Picchio – il sole 24 ore
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