15 aprile 2010
Crisi, Confesercenti: la crisi non è passata, fiducia nel 2011. Venturi: “intervenire su leva fiscale e vigilare su accesso al credito”
Secondo l'indagine, il 91% degli italiani è “molto o abbastanza preoccupato” della situazione economica dell'Italia: guidano l'allerta-crisi il Sud e le isole (dove il 60% si dice molto preoccupato), tallonati a breve distanza dal Nord-est (55%). Si scende solo di sette punti (84%) quando si parla dello stato economico della propria regione di appartenenza. Per quanto riguarda il mercato del lavoro la percentuale, invece, ritorna al 92%. I più allarmati sono dirigenti e disoccupati: i primi con il timore di perdere il lavoro, i secondi con quello di non ritrovarlo. Molto elevata anche la considerazione delle difficoltà delle Pmi che per l'81% degli intervistati sono state penalizzate più delle grandi aziende. La preoccupazione attraversa anche gli orientamenti politici: più accentuata a sinistra (90%) resta su livelli alti nel centrosinistra (85%) e nel centro (83%) per poi scendere ma non di molto nel centrodestra (78%) e nella destra (76 %). Anche per gli apolitici (88%), però, la situazione non è di certo confortante. “Lo stato di incertezza generale – aggiungono Confesercenti e Ispo - si riflette anche sulla percezione del contributo delle istituzioni: le più considerate sono le associazioni delle Pmi (probabilmente grazie anche al “Patto Capranica” con un 29% di valutazioni positive (+13 punti rispetto ad ottobre 2009)”. Al secondo posto gli italiani collocano l'operato del governo (28% in lieve calo sul 31% di ottobre) e di regioni ed enti locali (27 % rispetto al 26%). In netta risalita i sindacati (dal 15% di ottobre al 24% attuale) e le opposizioni parlamentari ( 21% rispetto al precedente 12%). Fanalino di coda restano le banche (14% rispetto al 9% dell'anno scorso). Resta alta anche la preoccupazione di imprese e lavoratori relativamente all'accesso credito (dal 55 % di ottobre scorso al 51% di questo periodo). Ed è ancora “allarme” per la situazione economica della propria famiglia per 2 intervistati su 3, anche se il 66% ritiene che la situazione familiare sarà comunque positiva tra un anno. Ma lo scenario si rasserena quando si guarda avanti: complessivamente il 51% degli italiani intravede una ripresa nel 2011. “In questi mesi abbiamo chiesto a più riprese interventi per le Pmi – è intervenuto il presidente di Confesercenti Marco Venturi - ora il rapporto conferma che anche nella percezione generale sono proprio le Pmi ad essere considerate le più tartassate dalla crisi. Ecco perché - ha aggiunto - siamo più che mai convinti che si debba intervenire con la leva fiscale a favore delle famiglie ma anche alleggerendo gli studi di settore, l'Irap, l'Iva sul turismo. E le risorse vanno trovate con un' azione decisa di riduzione delle spese e degli sprechi, compresa la dilatazione degli incarichi e di sempre piu' inutili terminali istituzionali come le province”. Forte accelerazione, dunque, alle grandi opere, un convinto rilancio del turismo, la realizzazione di fonti energetiche alternative che, assieme al nucleare, possano ridurre davvero la dipendenza energetica dell'Italia. Da vigilare, inoltre, è anche l'accesso al credito per le imprese “perché resta insidiosa la minaccia dell'usura”.
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