11 giugno 2010
Friuli Venezia Giulia, apre il bando della L. 4/2005 con fondi FERS
Le piccole e medie imprese, singole o associate, che intendono realizzare investimenti in Friuli Venezia Giulia possono presentare, dal 10 giugno 2010 e fino al termine perentorio delle ore 12.00 del 30 settembre 2010, le domande per i contributi previsti dal bando della legge 4/2005 finanziato con risorse del Fondo Europeo di Sviluppo Regionale. La dotazione finanziaria complessiva è pari a 23 milioni di euro, di cui 5,635 milioni sono costituiti da fondi europei e i rimanenti da finanziamenti statali e regionali. In concomitanza con l'apertura del bando finanziato con fondi FESR, non è più possibile presentare domande per il bando della stessa legge 4/2005 finanziato con soli fondi regionali. La gamma degli obiettivi che possono essere perseguiti attraverso la legge 4/2005 è molto ampia. Attraverso un business plan con proiezione economico finanziaria triennale, le imprese devono presentare progetti di sviluppo competitivo in uno o più dei seguenti ambiti: a) crescita dimensionale (anche con fusioni, aggregazioni, accordi ecc.); b) processi di internazionalizzazione (reti commerciali, relazioni internazionali. ecc.); c) razionalizzazione degli assetti gestionali e organizzativi; d) creazione di nuove imprese (start up e spin off) e diversificazioni con alto contenuto di conoscenza (collaborazioni con università, parchi scientifici e centri di ricerca); e) creazione di prototipi e produzioni di prova; f) successione generazionale; g) fabbisogno manageriale temporaneo; h) ricapitalizzazione e riassetto degli organi di governo societario; i) organizzazione interna e iniziative per uso e produzione di energia da fonti alternative; j) valorizzazione della responsabilità sociale dell’impresa; k) Promozione di imprenditoria femminile; l) processi organizzativi (sistemi di qualità ambientale – sistemi integrati sicurezza-qualità-ambiente). Per raggiungere questi obiettivi la regione ha individuato quattro strumenti di politica industriale. Di conseguenza i settori nei quali le imprese possono realizzare gli investimenti agevolati sono i seguenti: a) servizi di consulenza strategica o programmi di sviluppo orientati al potenziamento delle competenze manageriali ; b) impiego di un manager a tempo che operi nell’ambito degli obiettivi e dei limiti temporali posti da un business plan; c) progetti di ricerca, anche in collaborazione con Università o Centri di ricerca pubblici e privati; d) trasferimento tecnologico con Università, Centri di ricerca pubblici e privati, Parchi scientifici e tecnologici, Ezit e Consorzi di sviluppo industriale. Le spese devono essere sostenute dopo la presentazione della domanda di agevolazione, ad eccezione di quelle per i servizi forniti da consulenti esterni per la redazione dello schema di business plan da allegare alla domanda di agevolazione e per l’individuazione del manager a tempo. A fronte di questi investimenti, le agevolazioni vengono concesse nella forma del contributo in conto capitale in una misura che varia dal 35% all’80% delle spese ammissibili in base alle dimensioni dell’impresa e alla tipologia dell’investimento e al punteggio ottenuto dal progetto in sede di esame istruttorio. In ogni caso l’ammontare minimo dell’incentivo è pari a 10.000 euro per le microimprese, a 20.000 euro per le piccole imprese e a 50.000 euro per le medie imprese, mentre il tetto massimo non può superare 500.000 euro, fatta eccezione per i progetti che ottengono il punteggio massimo previsto in base ai criteri di valutazione stabiliti dalla normativa. I contributi vengono erogati a conclusione dell’investimento a seguito della presentazione della documentazione di spesa. Fino all’80% dell’importo dovuto può però essere erogato in via anticipata a fronte di un’apposita fideiussione bancaria o polizza assicurativa d’importo almeno pari alla somma da erogare, maggiorata degli interessi. Le domande dovranno essere presentate per via telematica attraverso il sito di MedioCredito Centrale e, successivamente, inviate in formato cartaceo per raccomandata a/r a una delle quattro sedi individuate sul territorio della Regione. Le domande così pervenute saranno valutate sulla base di criteri predeterminati di ammissibilità e sulla base di criteri di valutazione (questi ultimi distinti per imprese spin off e start up, da una parte, e imprese in funzionamento, dall’altra), che consentono la comparazione delle diverse domande in ordine alla validità strategica, economica e finanziaria dell’iniziativa anche mediante la simulazione degli effetti occupazionali, economici, finanziari e industriali attesi sulla PMI. In ogni caso i progetti di sviluppo competitivo devono essere rivolti prioritariamente ad ottenere l’aumento e il ritorno dei livelli occupazionali oltre che assicurare ritorni di valore economico.
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