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17 gennaio 2012

Imprese in Crisi Perchè lo Stato non Paga

E' come il cane che si morde la coda: lo Stato non paga i suoi debiti con le imprese perchè se no fallisce. Quindi le aziende non possono produrre (e falliscono) e di conseguenza lo Stato non incassa le tasse. IL MINISTERO DELL’ECONOMIA dice che la cifra che lo stato deve alle imprese si aggira intorno ai 90 miliardi di euro, 6 punti di Pil, ed il problema è che sia in Italia che in Europa viene letta proprio in questo modo. E PER UNO di quei pasticci delle regole contabili che restano incomprensibili, quei debiti dello Stato nei confronti delle imprese sono oggi invisibili all’Unione europea e ai parametri di Maastricht. MA SE VENISSERO pagati diventerebbero in un minuto debito pubblico in grado di fare impazzire i conti italiani e fare volare a cifre impensabili lo spread. Quindi un debito che attanaglia le imprese fornitrici dello Stato e i loro dipendenti, fino a quando non verrà saldato, non esiste invece per i responsabili dei conti pubblici comunitari. QUANDO SARÀ PAGATO alle imprese, a quel punto, per le regole di Maastricht emergerebbe e il rapporto fra debito e Pil salirebbe di sei punti. Un vero e proprio disastro. LA FOLLIA È che i Trattati di Maastricht considerano che i debiti della pubblica amministrazione con i fornitori non debbano essere conteggiati nel debito pubblico di ciascun Paese. Eurostat, secondo i principi di bilancio pubblico, non li conteggia. Per l’ Unione europea quei 90 miliardi che l’Italia deve alle imprese fornitrici semplicemente non esistono. ALTRA FOLLIA è il motivo per cui quel debito si è accumulato e non viene pagato, lo Stato non ha i soldi per pagare i fornitori. Se non ci sono soldi per pagare i fornitori, bisognerebbe stamparli, ma da quando c’è l’euro l’Italia non ha più questa possibilità. UNA SOLUZIONE potrebbe essere quella di emettere titoli di debito pubblico e riversare lì la liquidità ottenuta dal collocamento per pagare i fornitori, ma per saldare 90 miliardi sarebbe comunque impossibile, salirebbe di sei punti il rapporto fra debito e Pil e l’Italia verrebbe stangata dalle ferree regole Ue e dalla speculazione internazionale che farebbe schizzare lo spread alle stelle. IL MINISTRO dello Sviluppo Economico, Corrado Passera, alla vigilia del decreto salva-Italia aveva ipotizzato di saldare il debito con i fornitori pagando invece che con la liquidità, in titoli di Stato. Non è stato fatto perché in sostanza non cambierebbe nulla, in quanto, per pagare in titoli, il debito dovrebbe crescere nello stesso modo. COSÌ È DEL TUTTO inutile sperare nella direttiva europea che impone agli Stati di pagare le imprese entro 60 giorni, se non si trova una soluzione tecnica, l’Italia non l’applicherà come tante altre direttive, prendendosi anche sanzioni comunitarie che costano sicuramente meno del pagamento immediato ai fornitori. VA RICORDATO CHE tutto ciò ha un’origine ben precisa: la stretta di cassa messa in atto dal 1996 in poi da Prodi, Ciampi e Giarda, che rappresentò l’iniziò del blocco dei pagamenti alle imprese fornitrici, per far sì che, il governo Prodi riuscisse a truccare i conti pubblici in modo da essere accolto fin dal primo momento nell’area dell’euro. Un prezzo talmente alto che ancora oggi ci si chiede se valeva davvero la pena pagare. IN OGNI CASO al momento non c’è soluzione, i tecnici del ministero dell’Economia le stanno cercando senza successo. Peccato che mentre loro applicano la fantasia, migliaia di imprese fornitrici rischiano di fallire. Fonte professione finanza