10 settembre 2010
Incentivi, procedura a sportello
A breve il Ministero dello Sviluppo Economico dovrebbe emanare i bandi di attuazione del regime di incentivazione approvato con decreto del 23 luglio 2009 in sostituzione del regime di aiuti della L. 488/92 Manca, dunque, poco all'avvio della procedura per l'assegnazione di 500 milioni di euro di aiuti allo sviluppo del sistema produttivo del Mezzogiorno. Dal novantesimo giorno successivo alla pubblicazione dei decreti in Gazzetta Ufficiale, e fino al 210° giorno da questa data, saranno aperti i termini per la presentazione delle domande. La procedura di attuazione sarà "valutativa a sportello". Ciò significa che le istanze saranno esaminate in base all'ordine cronologico di presentazione (vale la spedizione telematica) e fino a esaurimento dei fondi stanziati per i singoli interventi. I programmi di investimento ammissibili devono essere di importo non inferiore a 1,5 milioni di euro e non superiore a 25 milioni. Il programma di investimento presentato, oltre a essere completo di tutta la documentazione di supporto richiesta dai bandi, dovrà rispondere in pieno ai requisiti imposti con riferimento a beneficiari, tipologia di programmi agevolabili e spese ammissibili; l'istruttoria sarà condotta dall'istituto gestore (l'Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo di impresa spa). Le agevolazioni, che consistono in un finanziamento agevolato e un contributo a fondo perduto, sono destinate alle imprese di qualsiasi dimensione che, alla data di presentazione della domanda, risultano già iscritte al registro imprese e che si trovano nel pieno e libero esercizio dei propri diritti civili. È, inoltre, fondamentale l'applicazione del regime di contabilità ordinaria e delle disposizioni normative in materia di edilizia, urbanistica, del lavoro e della prevenzione degli infortuni. Per le pmi è prevista una riserva del 60% delle risorse disponibili. Un ulteriore 20% è destinato alle imprese dei distretti produttivi che aderiscono ad accordi di collaborazione e a imprese cha hanno sottoscritto un contratto di rete. I programmi di investimento proposti, da avviare successivamente alla presentazione della domanda, devono essere inerenti a unità produttive localizzate nelle Regioni Convergenza (Campania, Calabria, Puglia e Sicilia). Per quanto riguarda le spese finanziabili, si segnala la necessità di considerare le percentuali massime di ammissibilità: 10% per l'acquisto del suolo aziendale; 30% per le opere murarie e assimilate; per quanto riguarda gli immobilizzi immateriali (ad esempio, programmi informatici e brevetti) la soglia del 50% opera solo per le grandi imprese. Le pmi potranno, invece, anche ammettere a contributo, nella percentuale massima del 3% del costo programma complessivo, le spese di consulenze di soggetti esterni connesse al progetto d'investimento (purché di carattere non continuativo o periodico). Nessun limite è previsto per spese per macchinari, impianti e attrezzature varie che dovranno essere sempre nuovi di fabbrica. Sono esclusi i beni relativi all'attività di rappresentanza dell'impresa e i mezzi di trasporto targati. In caso di locazione finanziaria, la spesa ammissibile è calcolata sulla base dei canoni previsti dal contratto di leasing, pagati entro il termine di ultimazione del programma e al netto degli interessi. Il contratto deve, inoltre, prevedere alla scadenza l'obbligo di riscatto dei beni. In tutti i casi, il soggetto beneficiario dovrà garantire una partecipazione all'investimento (attraverso mezzi propri o finanziamenti esterni non agevolati) nella misura minima del 25% del totale delle spese inerenti le immobilizzazioni. Fonte: Il Sole 24 Ore
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