13 settembre 2010
Istat, le esportazioni delle regioni italiane
Nel primo semestre del 2010, tutte le ripartizioni territoriali fanno rilevare incrementi nelle esportazioni rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, con aumenti particolarmente rilevanti per l’Italia insulare (più 49,2 per cento), dovuti al forte incremento del valore delle vendite all’estero di prodotti petroliferi raffinati. Anche l’Italia meridionale e quella centrale registrano incrementi superiori alla media nazionale (pari, rispettivamente, a più 15,3 e più 14 per cento). La dinamica congiunturale, valutata sulla base dei dati trimestrali depurati della componente stagionale, evidenzia, nel secondo trimestre 2010 rispetto al trimestre precedente, variazioni positive delle esportazioni per tutte le ripartizioni territoriali: particolarmente intense per Italia meridionale e insulare (più 12,5 per cento), e Italia centrale (più 10,4 per cento). Nel primo semestre 2010, i più ampi incrementi tendenziali delle esportazioni per le regioni che maggiormente contribuiscono ai flussi commerciali con l’estero riguardano Sardegna (più 65,4 per cento), Sicilia (più 40,8 per cento), Abruzzo (più 22,6 per cento), Puglia (più 20 per cento), Trentino-Alto Adige (più 17,6 per cento), Lazio (più 16,4 per cento) e Piemonte (più 16 per cento). Per le tre regioni che contribuiscono maggiormente alle esportazioni nazionali, si segnala una crescita inferiore alla media nazionale: Emilia Romagna e Veneto (più 11,7 per cento) e Lombardia (più 10,1 per cento). Le regioni che registrano una flessione delle esportazioni sono Basilicata (meno 17,3 per cento) e Calabria (meno 6 per cento). L’analisi dell’andamento delle esportazioni per area di sbocco mette in evidenza come l’incremento tendenziale delle esportazioni dell’area nord-occidentale (11,5 per cento) abbia interessato maggiormente i flussi diretti verso i paesi Ue (più 12,9 per cento), con variazioni particolarmente significative per Austria e Germania. Per i paesi extra Ue (più 9,7 per cento) gli incrementi più significativi si rilevano verso Turchia, paesi Mercosur, Svizzera e India; flessioni si registrano invece per Giappone, paesi Opec e Stati Uniti. La lieve flessione della quota delle esportazioni della ripartizione sul complesso delle esportazioni nazionali, passata dal 40,6 al 40,3 per cento , è determinata dalla riduzione della quota relativa ai paesi extra Ue (dal 41,2 al 39,9 per cento), a fronte di un modesto incremento di quella verso i paesi Ue (dal 40,3 al 40,5 per cento). Considerando le vendite della ripartizione per area geoeconomica di destinazione, fra il primo semestre 2009 e corrispondente periodo del 2010 si registra una crescita dell’incidenza dei paesi dell’area Ue (dal 57,8 al 58,5 per cento). L’incremento delle esportazioni dell’Italia nord-orientale (più 11,4 per cento) deriva dall’incremento dei flussi diretti verso i paesi extra Ue (più 12 per cento), associato a un leggermente più contenuto aumento delle vendite dirette sui mercati comunitari (più 11,1 per cento). Fra i paesi Ue un incremento particolarmente significativo si rileva per il Regno Unito. Fra i paesi extra Ue, quelli con incrementi maggiori sono: paesi Mercosur, Turchia, Cina e India; flessioni si rilevano per paesi OPEC, Giappone e Svizzera. La quota delle vendite della ripartizione sul totale nazionale è leggermente diminuita (da 31,7 a 31,4 per cento), con flessioni delle quote relative sia ai paesi Ue (da 32,9 a 32,6 per cento) sia ai paesi extra Ue (da 30 a 29,6 per cento). La struttura geografica delle esportazioni della ripartizione vede un leggero incremento dell’area extra Ue che, nel secondo trimestre 2010, assorbe il 39,5 per cento delle esportazioni, rispetto al 39,4 per cento dello stesso periodo dell’anno precedente. L’aumento delle esportazioni generate nell’Italia centrale (più 14 per cento) è dovuto a incrementi dei flussi diretti verso entrambe le aree di sbocco. Per i paesi Ue (più 15,4 per cento) incrementi rilevanti si registrano per Paesi Bassi e Francia, verso il Regno Unito invece si registra una flessione. Per i paesi extra Ue (più 12,2 per cento) aumenti rilevanti si registrano per paesi Mercosur, Turchia e India; flessioni per Svizzera e paesi OPEC (tabella 3). Fra il primo semestre 2010 e il corrispondente periodo del 2009, la crescita di 0,2 punti percentuali della quota delle esportazioni della ripartizione sul totale nazionale, che si attesta al 15,7 per cento (tabella 4), è dovuta all’aumento della quota relativa ai flussi verso i paesi Ue (dal 14,5 al 14,9 per cento), mentre la quota dei paesi extra Ue è in leggera flessione (dal 16,9 al 16,8 per cento). La struttura geografica delle esportazioni si è modificata a favore dei paesi Ue, la cui incidenza nei primi sei mesi del 2010, rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente, è aumentata dal 54,7 per cento al 55,3 per cento. Nell’area meridionale e insulare l’incremento delle esportazioni (più 25,6 per cento) è maggiore per l’area extra Ue (più 31,6 per cento) rispetto all’area comunitaria (più 21 per cento). Verso l’area extra Ue risultano particolarmente dinamiche le esportazioni verso Russia, paesi ASEAN, Turchia e paesi Mercosur (tabella 3); le esportazioni verso India e Cina registrano invece una flessione. Verso i paesi Ue incrementi rilevanti si registrano per Spagna e Paesi Bassi; i flussi diretti verso la Polonia, invece, registrano una flessione. Tra il primo semestre 2009 e il corrispondente periodo del 2010 è aumentata l’incidenza delle esportazioni della ripartizione sul totale nazionale (dal 10,2 all’11,3 per cento), con un incremento della quota delle vendite sia verso i paesi Ue (dal 9,9 al 10,6 per cento) sia verso i paesi extra Ue (dal 10,6 al 12,3 per cento) (tabella 4). La composizione delle esportazioni delle regioni meridionali e insulari per area geoeconomica di sbocco ha visto aumentare la quota verso i paesi extra Ue (dal 43,4 al 45,5 per cento) a scapito di quella verso i paesi Ue. Nel primo semestre 2010, considerando i settori che contribuiscono maggiormente alle esportazioni nazionali, si rilevano incrementi significativi rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente per coke e prodotti petroliferi raffinati (più 62,3 per cento), sostanze e prodotti chimici (più 29,6 per cento), articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici (più 18,7 per cento) e computer, apparecchi elettronici e ottici (più 17,4 per cento). Invece, articoli di abbigliamento (anche in pelle e pelliccia) registrano una flessione (meno 3,3 per cento). Relativamente all’origine regionale delle esportazioni di questi comparti, per il coke e prodotti petroliferi raffinati le regioni che contribuiscono maggiormente alle vendite dirette verso l’estero e che registrano i maggiori incrementi settoriali sono Sardegna (più 95 per cento), Liguria (più 58,3 per cento), Lazio (più 50,8 per cento), Lombardia (più 49,5 per cento) e Sicilia (più 42,4 per cento). Per le sostanze e prodotti chimici, i maggiori incrementi riguardano Sicilia (più 82,1 per cento), Toscana (più 41,5 per cento), Emilia-Romagna (più 33,7 per cento), Piemonte (più 31,9 per cento), Veneto (più 28,8 per cento) e Lombardia (più 26,8 per cento). Per gli articoli farmaceutici, chimico-medicali e botanici le regioni con i maggiori incrementi sono Toscana (più 98,6 per cento), Emilia-Romagna (più 58,4 per cento), Lazio (più 30,6 per cento), Piemonte (più 18,1 per cento), Campania (più 17,2 per cento) e Marche (più 15,7 per cento); flessioni si registrano invece per la Lombardia (meno 1,2 per cento). Le esportazioni di computer, apparecchi elettronici e ottici sono particolarmente dinamiche da Emilia-Romagna (più 25,1 per cento), Lombardia (più 23,8 per cento), Piemonte (più 16,3 per cento) e Toscana (più 9,9 per cento); per il Veneto invece si registra una flessione (meno 2,4 per cento). Per articoli di abbigliamento (anche in pelle e pelliccia) le regioni che contribuiscono maggiormente alle esportazioni del settore e che registrano le flessioni maggiori sono Abruzzo, Veneto, Emilia-Romagna e Lombardia.
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