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21 dicembre 2010

La Cina tende la mano all'Europa e la moneta unica riprende quota. Tokyo rimbalza (+1,51%)

La Cina si dice «molto preoccupata» per il «modo in cui la crisi del debito europeo può essere controllata». Lo ha detto oggi il ministro del Commercio cinese Chen Deming, nel corso di un incontro di alto livello con una delegazione Ue, guidata da Joaquim Almunia, commissario alla Concorrenza, secondo quanto riferito dall'agenzia di stampa Xinhua. «Vogliamo vedere - spiega Deming - se l'Unione europea è in grado di controllare i rischi sul debito sovrano e se il consenso si possa tradurre in azioni reali per consentire all'Europa di emergere presto e in buona salute dalla crisi finanziaria». Anche il vice premier cinese Wang Qishan invita l'Europa a tramutare le parole in fatti. «La Cina - dice - appoggia le misure prese da Ue e Fmi per stabilizzare i mercati finanziari e la Cina ha intrapreso azioni concrete per aiutare alcuni paesi europei a far fronte alla crisi del debito sovrano». «L'Europa - aggiunge - ha preso misure per affrontare la crisi, ci auguriamo che esse possano assicurare presto dei risultati». «Il commento di Wang - sostiene Yuji Kameoka, dell'istituto di ricerca Daiwa - non parla esplicitamente, ma suggerisce che la Cina possa aumentare i propri acquisti di obbligazioni europee da mettere nelle sue riserve estere». Alla notizia ha reagito positivamente l'euro che si è rafforzato nei confronti del dollaro a 1,3190 contro 1,3121 della chiusura di ieri. Contro lo yen la divisa comune é salita a 110,36 da 109,84 di ieri, mentre il dollaro quota 83,67 yen, invariato dai livelli finali di ieri. Si placa la tensione fra le due Coree, rimbalza il Giappone La Borsa di Tokyo ha chiuso con l'indice Nikkei che strappa dell'1,51% a 10.370,53 punti, dopo che si sono placate le tensioni in Corea e lo yen ha ripiegato nei confronti dell'euro. Il volume delle transazioni resta però debole, in linea col periodo natalizio. La Banca del Giappone non muove i tassi, ma sottolinea i rischi Banca del Giappone ha mantenuto invariata la politica monetaria, nel range da 0,0% al 0,1%, per la lotta contro la deflazione, pur sottolineando la debolezza della produzione industriale e della fiducia delle imprese e rassicurando i mercati sul fatto che è concentrata sui rischi di rallentamento per l'economia e potrebbe intervenire più avanti. La conferma della politica monetaria era ampiamente attesa perché è noto che, con il mercato azionario giapponese in rialzo e lo yen in ripiegamento dai massimi contro dollaro, la banca centrale non ha fretta di tornare a incrementare il proprio programma di acquisto di attività. La Banca del Giappone ha confermato il proprio giudizio sul complesso dell'economia ma ha rivisto al ribasso quello sulla produzione, dicendo che è leggermente calata. La banca ha anche ammonito sul fatto che la fiducia di mercato sia "un po' debole", a indicare che si aspetta segnali negativi per l'economia dal suo sondaggio Tankan sul clima tra le imprese.(il sole 24ore)