16 settembre 2010
La concorrenza Ue impone il check up al portafoglio
Ancora pochi mesi (luglio 2011) e anche l'Italia farà sua la direttiva Ucits IV, volta a rendere meno discontinuo il mercato comunitario dei fondi comuni e ad aumentare la competizione transfrontaliera del settore. Tra le novità abbiamo: per i fondi arriva il cosiddetto passaporto europeo, un lasciapassare che consentirà a chi ha ricevuto l'autorizzazione nel paese d'origine di collocare in automatico all'estero (è sufficiente la notifica all'autorità di vigilanza del paese). Saranno favorite (effetto dell'obiettivo di rendere l'industria più efficiente e più competitiva a livello globale) le fusioni transfrontaliere tra fondi. In buona sostanza, con le fusioni di fondi domiciliati in stati diversi le società avranno un'ulteriore possibilità di conseguire significativi risparmi di costi grazie alle economie di scala, con un conseguente miglioramento delle performance a vantaggio anche degli investitori. E rispetto all'attuale normativa nazionale, la direttiva consente di aggregare anche diverse tipologie di Oicvm (organismi di investimento collettivo in valori mobiliari, ndr). Per esempio, sarà possibile fondere una Sicav e un fondo comune. E per realizzare la crescita dimensionale dei prodotti si introduce anche la possibilità di istituire strutture master-feeder. Le case d'investimento potranno costituire, anche in diversi paesi Ue, fondi che investono in quote/azioni di un unico Oicvm master (da non confondere con i fondi di fondi). Una Sgr autorizzata in un paese può istituire e gestire fondi in un altro Stato membro, mediante l'apertura di una o più succursali oppure semplicemente in regime di libera prestazione di servizi. «Con la Ucits IV si avranno due grandi vantaggi per l'industria – dichiara Andrea Viganò, responsabile BlackRock in Italia –: si potranno superare i limiti dimensionali dei fondi rispetto a quelli Usa e chi avrà reali competenze gestionali emergerà, diventando master e sviluppando il "business white label". Quello che conterà soprattutto per chi fa gestione attivista sarà la capacità di performare. In caso contrario per il cliente sarà più conveniente andare su altri strumenti». Ma con l'arrivo della Ucits IV ci sarà realmente un calo di costi per gli investitori? Difficile dirlo fin d'ora. Mentre è certo che rispetto agli obblighi Mifid la Ucits IV introduce una sensibile asimmetria, relativamente agli obblighi di informativa agli investitori. La Mifid richiede un vero e proprio check up finanziario all'investitore e di informarlo su ogni aspetto del servizio svolto, come la frequenza e i contenuti della rendicontazione, i sistemi di indennizzo, le politiche in materia di conflitto di interessi, la custodia delle somme e degli strumenti finanziari affidati dal cliente. Mentre con la Ucits IV scompare il prospetto semplificato e arriva un foglio di "informazioni essenziali". IN BREVE Passaporto europeo L'autorizzazione a un fondo che viene concessa dallo stato d'origine, vale in tutti i paesi Ue; basta semplicemente la notifica dell'autorizzazione alla autorità di vigilanza del paese in cui si vuole collocare il fondo. Una Sgr ha il via libera solo se dispone di un capitale iniziale di almeno 125mila euro, non gestisce un portafoglio di minimo 250 mln euro e ha fondi propri aggiuntivi pari allo 0,02% del valore dei portafogli gestiti. Il prospetto dei fondo è nella lingua più usata nella comunità Ue; scompare quello semplificato sostituito da un kit con informazioni essenziali da dare al cliente in tempo utile prima della sottoscrizione del fondo. Fonte Il sole 24 ore
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