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25 novembre 2010

Notizie dai mercati agricoli e agroalimentari

Animali e carni. Le dinamiche all’interno del mercato del vivo hanno avuto, nell’ottava di riferimento, evoluzioni differenti. Nel segmento dei suini di allevamento si è registrata, su tutte le piazze, una battuta d’arresto nei cali per tutte le tipologie di peso. Il mercato delle scrofe registra anch’esso la conferma dei listini rispetto alla settimana precedente. Relativamente ai suini da macello si è consolidata nel corso della settimana la tendenza flessiva con un calo di mezzo centesimo sui listini che ha portato la quotazione ad 1,24 per la taglia classica sulle piazze di Modena e di Milano. La Cun giovedì indicava una tendenza di 1,235 con un calo di 1 centesimo; questa indicazione era subito recepita dalla piazza di Mantova e poi confermata da quella di Parma. Il mercato risulta piuttosto equilibrato fra domanda ed offerta con macellazioni comunque a pieno ritmo e questo significa, secondo l’opinione dei produttori, che le richieste sarebbero molto più attive di quanto le quotazioni rilevino. L’andamento dei tagli in calo per prosciutti e lombi, a detta degli stessi produttori, condizionerebbe in maniera preponderante il prezzo del suino. I macellatori, d’altro canto, continuano a denunciare difficili situazioni di bilancio in quanto le richieste dei tagli da lavorazione sono molto rallentate rispetto al periodo, i consumi si mantengono ai livelli medi già registrati con conseguente difficoltà da parte della GDO nell’accettare richieste di aumento. Nel mercato all’ingrosso bisogna evidenziare il calo dei listini dei prosciutti e dei lombi ( sulla sola piazza di Modena) mentre i listini delle spalle registrano un recupero rispetto alla settimana ‘precedente. Mercato estero Le informazioni più rappresentative dei mercati europei ed extra vengono raccolte ogni settimana sul bollettino spagnolo di Mercolleida. All’interno della UE si riscontrano situazioni simili anche se non di facile lettura. In generale si registra una forte domanda di suini da parte di tutti i macellatori europei, questo fa si che i produttori mettano in atto tutti i possibili tentativi per alzare il prezzo argomentando che il segno positivo nei suini può dare lo stesso segnale per i tagli. Questa argomentazione si scontra però con la forte resistenza dei macellatori che in tutti i paesi affermano di macellare al massimo a causa della quantità di suini disponibili ma che la fragilità dei consumi delle carni (ancor più il problema economico dei consumatori) impedisce di trasferire l’eventuale aumento del prezzo del suino sui tagli. Sostanzialmente qualsiasi aumento del vivo accorcia i margini di redditività per i macellatori. Tutta europa si muove su margini molto stretti costretta tra un’offerta di suini molto alta necessaria per alimentare le esportazioni della UE ma che deve fare i conti però con la debolezza dei consumi interni e con la posizione dominante della GDO. Prosegue l’intonazione di fondo positiva per il mercato avicunicolo. Pur rimanendo la domanda nei limiti della normalità, è leggermente aumentata l’offerta, sono infatti stati immessi sul mercato alcuni capi in più rispetto alle precedenti settimane. L’approssimarsi delle festività di fine anno, mantiene le prospettive positive. I principali listini nazionali registrano ancora recuperi per il segmento del pollo e quello del tacchino, mentre sono confermati i valori di conigli ed uova. In particolare il mercato del pollo nel corso di questa settimana ha confermato la contrazione dell’offerta di vivo segnalata nelle ultime settimane, tuttavia i consumi hanno rallentato la loro corsa (vuoi per l’aumento dei prezzi, vuoi per il rallentamento tipico dei consumi nel mese di novembre e vuoi per l’essere entrati nella seconda metà del mese). I valori medi per il vivo hanno toccato in alcune piazze (Cuneo, Padova, Verona)1.10 €/Kg, attestandosi così su livelli superiori agli analoghi dei precedenti tre anni. Le rosse galline rosse registrano un’offerta in aumento (probabilmente influenzata dall’andamento negativo delle uova) a fronte di una discreta domanda e ciò spinge le quotazioni in basso; le bianche, invece, confermano un sostanziale equilibrio tra offerta e domanda con quotazioni consolidate. Invariata la situazione delle faraone dove continua ad essere positivo il mercato; infatti, aumentano le quotazioni grazie al buon andamento dei consumi (tipico della stagione) e, visti anche i limitati numeri dell’offerta di vivo, risultano sufficientemente remunerativi i valori corrisposti per il macellato. Nessuna novità per i tacchini e le tacchine che continuano a registrare un buon livello dei consumi a fronte di un’offerta di vivo che rimane comunque contenuta a livello europeo. Buoni i prezzi ricavati dalla fesa. Le quotazioni considerato anche il sensibile aumento della domanda estera che si dovrebbe registrare a breve, salgono facendo, tra l’altro, avvicinare quelle delle femmine a quelle dei maschi. Nessuna novità per i conigli; infatti i consumi hanno perso lo smalto delle settimane precedenti; tuttavia, l’offerta di vivo è veramente scarsa, ed alla fine, gli operatori hanno cercato un compromesso che, da un lato, favorisse i consumi e, dall’altro, mantenesse le quotazioni ai livelli raggiunti non aumentando le medesime ulteriormente. Difficoltà per i macellatori ad ottenere sul mercato quotazioni remunerative rispetto a quanto speso per il vivo. I consumi di uova sono rimasti stabili su livelli discreti; tuttavia a preoccupare il livello dell’offerta che risulta in aumento e che, con la formazione di scorte di prodotto, sembra spingere per una riduzione delle quotazioni. Probabilmente non basterà neppure la prospettiva delle festività di fine anno a mantenere invariate le quotazioni. L’andamento climatico sfavorevole sta persistendo sul Nord aggravando le preoccupazione dei produttori con complicazioni anche negli spostamenti degli animali. Sui principali listini nazionali si è consolidato l’andamento della precedente settimana con cali ancora per i baliotti e aumenti per i vitelloni. Sulle piazze di Modena sono rimaste invariate le femmine mentre a Montichiari gli aumenti hanno interessato anche questa tipologia di animali. Anche per quanto concerne i tagli, gli aumenti hanno interessato ancora quelli di vitellone per mezzene e anteriore. I motivi di questa situazione sono: le maggiori richieste di carne bovina sul settore europeo e l’avvicinarsi del mese di dicembre con l’arrivo delle festività. Il settore dell'allevamento sta affrontando un periodo di crisi dovuto all'incremento dei costi di produzione, l'aumento della competitività dei Paesi europei, i prezzi bassi pagati agli allevatori e gli elevati costi per conformarsi agli standard europei ambientali. Sul fronte del macellato si riscontrano sostanziali cambiamenti dei corsi sulla piazza di Milano con aumenti su tagli anteriori di tutte le categorie (vitelli vitelloni e vacche) e lievi diminuzioni sui tagli posteriori. Restano ferme invece le quotazioni sulle piazze di Firenze e Palermo. Sulla piazza piazza di Modena c’è un unico lieve aumento sul vitellone, in particolare per i quarti anteriori. Lattiero caseari. La settimana appena trascorsa, terza del mese di novembre, è stata caratterizzata da un incremento dei listini del Grana Padano e del Parmigiano Reggiano su tutti i centri di scambio. Rispetto al medesimo periodo di riferimento del 2009 i prezzi medi sono saliti di oltre il 21% per il Padano ed è stato superato il tetto del 28% per il Reggiano. Per ciò che concerne la dinamica settimanale, nel dettaglio i listini del Parmigiano sono aumentati per tutte le categorie merceologiche e su tutte le piazze; tra queste l’incremento più consistente si è realizzato a Parma (+20 centesimi/Kg per lo stagionato di due anni) mentre sugli altri mercati le variazioni sono oscillate tra i 5 ed i 10 centesimi/Kg. Sul fronte produttivo, gli ultimi dati diramati dal Consorzio del Parmigiano Reggiano relativi al mese di ottobre indicano un aumento, su base tendenziale, del 2,5%; medesima variazione della produzione globale gennaio-ottobre 2010 su gennaio-ottobre 2009. Dal dettaglio provinciale si evince un aumento del numero di forme per tutte le province del comprensorio ad eccezione di Bologna (-3,7%). Dopo una settimana (la 45a di calendario) in cui solo Cremona aveva apportato una lieve variazione al rialzo (pari a +3 centesimi/Kg) negli ultimi sette giorni monitorati hanno ripreso quota anche i listini del Grana Padano con aumenti di 5 centesimi/Kg sui centri di scambio di Milano e Cremona e di 10 centesimi/kg sulla piazza di Mantova; incrementi che accorciano il gap tra le due Dop. Fonte Ismea