16 luglio 2010
Passera: «Sì ai fondi di garanzia»
Il serrato dibattito sulle vie per uscire dalla crisi e trovare forme di garanzia per le banche continua a tenere desto l'interesse degli operatori e spazio nelle prime pagina dei giornali finanziari europei dopo la proposta dell'a.d. di UniCredit, Alessandro Profumo, di creare un fondo privato europeo finanziato dalla principali banche a difesa della stabilità del sistema. «Approfondiamo questa nuova modalità di fondo, anche se mi sembra che tenda ad assomigliare a un fondo di salvataggio», che avrebbe «più svantaggi che vantaggi», ha commentato ieri a Milano, il consigliere delegato di Intesa Sanpaolo, Corrado Passera entrando a Palazzo Mezzanotte per la sessione conclusiva del secondo Forum economico e finanziario per il Mediterraneo. Ma andiamo con ordine in una materia che declina questioni tecniche e politiche. In generale, Passera dice «sicuramente sì» alla proposta del commissario Ue, Michel Barnier, di avere fondi di garanzia dei depositi in tutti i paesi europei, bocciando invece «i fondi di salvataggio e di resolution». «I fondi di salvataggio a livello globale – ha proseguito – rischierebbero paradossalmente di far sì che banche più prudenti dovrebbero prendersi cura di quelle che si comportano in modo meno responsabile», aumentando il rischio di moral hazard. Passera (che ha commentato positivamente le 2mila pagine della riforma finanziaria americana perché separa le banche commerciali da quelle di investimento seguendo la Volcker direction) ha sottolineato che «di fondi ce ne sono di tre tipi, con caratteristiche diverse». Se la proposta di Barnier di avere «fondi di garanzia dei depositi in tutti i Paesi europei, forti, solidi e armonizzati» é da una parte «un'idea molto corretta e da perseguire», dall'altra «i cosiddetti fondi di salvataggio, di resolution, credo abbiano più svantaggi che vantaggi». La proposta Profumo, secondo Passera, é «un recovery plan, un recovery fund. Bisogna capirne fino in fondo le caratteristiche – ha aggiunto –. Probabilmente bisogna approfondire, da quel che ho capito non é tanto un fondo per banche con problemi di solvibilità ma solo con problemi di liquidità». In effetti Profumo sembra pensare a un intervento ex ante teso a favorire il ricorso al mercato dei bond con effetto leva di uno a dieci. Passera ha poi notato che «come spiega il Financial Times forse é un ruolo più da banche centrali». Senza dimenticare, ha concluso, che «la dimensione di questo fondo dovrebbe essere di tale entità da essere difficilmente accumulabile, e la gestione di situazioni molto diverse in paesi diversi sarebbe molto complicata». Già il 2 luglio scorso, in un intervento ospitato su questo giornale, Passera aveva del resto chiarito che la via per evitare crisi finanziarie future doveva passare dalla creazione di regole «più rigorose e più chiare», piuttosto che attraverso l'uso di fondi di salvataggio. La palla, ora, passa ad altri banchieri europei che finora hanno preferito stare defilati. Fonte il sole 24ore
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