12 luglio 2010
Profumo propone un fondo privato europeo per salvare le banche
Alessandro Profumo, amministratore delegato di Unicredit, propone un fondo privato da 20 miliardi di euro per salvare le banche europee in difficoltà. Dell'idea ha già discusso con altre banche dell'eurozona, tra cui Deutsche Bank e Santander. Lo rivela il Financial Times, che pubblica un commento del numero uno di Piazza Cordusio e un articolo di Patrick Jenkins da Londra. Il fondo interverrebbe solo se le autorità europee giudicassero che una banca ha bisogno di sostegno, spiega Profumo. «Fornirebbe specifiche garanzie per sostenere le banche in difficoltà a emettere obbligazioni bancarie garantite». Secondo Profumo, con contributi volontari da parte delle grandi banche internazionali europee – "diciamo le prime 20" – in pochi anni il fondo potrebbe accumulare una significativa quantità di capitale di rischio (20 miliardi di euro). L'ad di Unicredit sottolinea che, se nella recente crisi finanziaria «fosse stato disponibile lo strumento giusto, i governi avrebbero evitato lo sconvolgimento delle proprie finanze e la reputazione di banche solide non avrebbe sofferto». Il Financial Times fa notare che il progetto di Profumo è in competizione con altre idee per affrontare le future crisi finanziarie. La preferenza di alcuni governi – il Ft cita Uk, Usa, Francia e Germania – va a soluzioni diverse, come l'imposizione di un prelievo statale sulle istituzioni. Profumo, scrive il quotidiano, «ritiene che la sua idea sia superiore»: «Per le autorità – spiega il banchiere - l'opzione di usare il fondo per stabilizzare una o alcune grandi banche in difficoltà, assicurerebbe al mercato che la crisi possa essere contenuta a un primo stadio». Il fondo, precisa Profumo, «non richiederebbe un contributo da parte degli Stati membri o delle autorità europee». «Una tassa per recuperare il denaro pubblico speso per salvare le banche – continua Profumo – sarebbe ingiusta per quelle banche che non hanno ricevuto nessun aiuto pubblico». Inoltre, un simile prelievo implicherebbe una grande quantità di risorse - dal 2% al 4% del Pil secondo le stime dell'Fmi - che inevitabilmente colpirebbe la ripresa e la crescita. L'idea di Profumo, scrive il Ft, sarebbe stata bene accolta alla Deutsche Bank, stando a fonti vicine a Unicredit, anche se esponenti della banca tedesca affermano che il modello preferito dalla Deutsche è in sintonia con l'Institute of International Finance (una soluzione ex post e non ex ante). Invece, secondo il Financial Times, «è improbabile che Santander appoggi l'iniziativa di Profumo», poiché la banca spagnola sostiene che salvare le banche fallite «non è saggio». di Elysa Fazzino – il sole 24 ore
Finanze Business