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21 settembre 2010

Unicredit, resa dei conti: Profumo verso dimissioni

Stretta dei soci su scalata libici nel capitale, oggi nel tardo pomeriggio il cda straordinario. Il cda straordinario di Unicredit convocato nel tardo pomeriggio, alle ore 18, avrà all'ordine del giorno: "determinazioni inerenti l'amministrazione e la direzione della banca e rapporti con il top management". A confermarlo, dopo le indiscrezioni della vigilia, un portavoce di Piazza Cordusio. Il presidente di Unicredit, Dieter Rampl, si trincera dietro il silenzio rispetto all'ipotesi di sostituzione dell'ad Alessandro Profumo. Entrando nella sede dell'istituto, ai cronisti che gli chiedevano se sia già pronto un sostituto del manager, Rampl non ha risposto. Un cenno con la mano per dire di no e poi spiega: "non dico nulla". Poco dopo il presidente, è entrato in banca anche il vice ad Paolo Fiorentino. PROFUMO IN USCITA di Fabio Perego Terremoto al vertice di Unicredit. E' la resa dei conti tra i soci e l'amministratore delegato, Alessandro Profumo, che si prepara a lasciare la banca. Oggi, nel tardo pomeriggio, e' stato convocato un Cda straordinario con all'ordine del giorno i rapporti con il top management e in quell'occasione il banchiere - e' l'attesa - e' pronto a presentare le dimissioni. In caso di addio di Profumo, alla guida del gruppo dal 1997, almeno per un periodo di transizione - si fa notare - sara' lo stesso presidente Dieter Rampl ad assumerne le deleghe, in attesa che venga individuato un successore. Nulla tuttavia e' ufficiale e chi conosce bene Profumo sa che ''non e' uno che si rassegna''. I nomi che circolano in queste ore per il posto di a.d. sono quelli gia' usciti: da Gianpiero Auletta Armenise (gia' alla guida di Ubi Banca) a Matteo Arpe, ex numero uno di Capitalia ora a Banca Profilo, da Fabio Gallia, a Claudio Costamagna. Da parte di Profumo nessun commento. A fare venire l'ennesimo (e l'ultimo) mal di pancia agli azionisti, a partire dalle Fondazioni, (che nel tempo hanno dovuto digerire anche due aumenti di capitali e bilanci non soddisfacenti) e' stato il rafforzamento del capitale nella banca della libica Lia. Un blitz, in poco di un mese, con il fondo sovrano che il 28 luglio ha superato la soglia del 2% e poi il 31 agosto ha portato la propria quota al 2,59% (ufficilizzata oggi dalla Consob). Partecipazione che sommata a quella della Central Bank Of Lybia (che ha 4,98% ed oggi ha detto di essere ''estremamente soddisfatta'' per l'investimento), ha portato il paese nordafricano oltre il 7,5%. Mosse di cui il presidente Rampl e' stato tenuto allo scuro, mentre Profumo si e' difeso affermando di non essere stato lui a sollecitarne la crescita. A surriscaldare ancora di piu' il clima ha contributo anche, nel fine settimana, l'attacco frontale lanciato dal quotidiano tedesco Suddeutsche Zeitung. Pagine che il banchiere ha letto di ritorno dagli Stati Uniti. Il giornale di Monaco titolava: 'Mister Arrogance e' tornato', partendo proprio dalla 'affaire' Libia, e insistendo molto sui contrasti al vertice parlando di crescente pressione sul manager. La mina e' esplosa, proprio nel vivo della riorganizzazione per la Banca Unica e delle trattative (che ripartono il 22 settembre) con i sindacati sui 4.700 esuberi. Del resto i malumori in Unicredit non sono nuovi. Ad aprile in occasione del via libera al 'Bancone' il vice presidente vicario ed espressione nel board di Cariverona, Luigi Castelletti (presente sia venerdi' scorso che ieri di buon ora in sede) lascio' il tavolo del cda e si astenne dal votare. E non mancano gia' i commenti. ''Chi sbaglia, paga'', tuona il sindaco di Verona, Flavio Tosi che poi aggiunge: ''Profumo e' sicuramente un manager di alto profilo, ma questa vicenda l'ha gestita un po' 'in proprio'.(ansa)