I Prestiti partecipativi costituiscono uno strumento finanziario innovativo a medio/lungo termine che si colloca in una posizione intermedia, in termini di rischio/rendimento, tra un contratto di debito puro a medio/lungo termine ed uno strumento di partecipazione al capitale di rischio.
I principali ambiti applicativi del Prestito partecipativo sono:
- programmi di sviluppo, innovazione, ammodernamento o ristrutturazione realizzati da imprese di piccole e medie dimensioni;
- ristrutturazioni del debito realizzate da PMI attraverso operazioni di consolidamento delle passività bancarie;
- operazioni di acquisizione di imprese sotto forma di leverage e management buy out;
- project financing.
Modalità di finanziamento della società di progetto.
Il prestito capitalizzativo si configura come un rapporto triangolare tra la banca, l'impresa finanziata ed i terzi coobbligati (di norma i soci). La società finanziata si obbliga a corrispondere alla banca, alle scadenze, il capitale e gli interessi, nonché una somma percentuale dell'utile netto d'esercizio. I soci si impegnano, in quanto coobbligati, ad eseguire ad ogni singola scadenza i versamenti in conto capitale per quote pari alle rate da rimborsare; la società con le disponibilità liquide ottenute dai soci effettua il pagamento della quota capitale del prestito. Alla scadenza delle singole rate di ammortamento la società provvede ad effettuare il passaggio a capitale sociale delle somme relative al totale dei versamenti in conto capitale.
Il prestito capitalizzativo si configura quindi come un'anticipazione del capitale di rischio.
I vantaggi
L’utilizzo dei prestiti capitalizzativi offre, evidentemente, vantaggi ai tre soggetti coinvolti nella operazione. Infatti:
a) l’impresa richiedente potrà ottenere rapidamente ed in un’unica soluzione le risorse necessarie per realizzare i propri progetti;
b) i soci potranno dilazionare nel tempo l'impegno finanziario dato che potranno procedere ad una graduale ricapitalizzazione dell’azienda senza diminuire la propria autonomia di gestione derivante dall’ingresso di nuovi soci;
c) la banca gode di una maggiore garanzia di rimborso del capitale prestato (attraverso l’impegno dei soci a ricapitalizzare l’azienda per pari importo del mutuo erogato) e potrà ottenere una remunerazione del proprio affidamento costituita sia da una parte fissa che da una parte variabile legata al successo aziendale.
L'operatività
Per l'attivazione di un prestito capitalizzativo, la banca provvede a redigere un'istruttoria di affidamento al fine di valutare il grado di affidabilità e le effettive necessità dell’azienda richiedente.
In altri termini l’impresa richiedente viene sottoposta sia ad una valutazione attuale, basata sull'analisi delle condizioni aziendali passate e presenti, ma soprattutto ad una prospettica, nella quale vengono valutati i progetti per il futuro (Marchio di Qualità Basilea2).
La durata:
I prestiti capitalizzativi hanno una durata che va dai 5 ai 10 anni e sono soggetti ad un piano di rimborso a rate trimestrali o semestrali e ad un pre-ammortamento che può variare da 1 a 3 anni.
Le garanzie:
I crediti capitalizzativi possono essere assistiti da garanzie personali, individuali o collettive (Confidi); ad integrazione di tali garanzie, è previsto l'intervento del "Fondo centrale di garanzia", costituito presso il Mediocredito Centrale.
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